Il Territorio - Hotel Aquilia - Laigueglia

I primi insediamenti umani risalgono, quasi certamente, all’epoca romana quando il borgo assunse l’antica denominazione di Aquilia. Tracce dell’antica presenza dell’Impero Romano sono i ritrovamenti della via consolare (via Emilia Scauri), iniziata da Marco Emilio Scauro e completata da Augusto, collegante il mare con l’entroterra di Andora.

Un tempo paese di pescatori, Laigueglia conserva ancora oggi la tipica architettura del borgo marinaro nel suo centro storico fatto di caratteristiche piazzette e carruggi, che d’estate ospitano molteplici manifestazioni.
Sulla Colla Micheri, antistante Laigueglia e quasi a picco sul mare, sono possibili camminate lungo sentieri verdi. Lungo il percorso si incontro la dimora di Thor Heyerdahl, il famoso antropologo norvegese noto per l’impresa del Kon Tiki.

Laigueglia piazza

 

Laigueglia non è ricca di grandi opere d’arte, oltre la parrocchiale, ma invita a cercare le espressioni, anche minori, della creatività locale, tutta incentrata sul rapporto col mare. Da qualsiasi parte si indirizzi lo sguardo, non si può sfuggire ai due campanili, sormontati da cupole in maiolica colorata, della chiesa di San Matteo. Le due croci che svettano in cima ai campanili seguono le direzioni del maestrale e del libeccio. La parrocchiale è il monumento barocco che più rispecchia la storia del paese: la posa della prima pietra della nuova chiesa si ebbe nel 1715, quando la pesca corallina era al culmine e la popolazione poteva permettersi di ampliare il vecchio oratorio dedicato a San Matteo, la cui fondazione risale, forse, al IV secolo.

 

La chiesa nella sua forma attuale è frutto di successive trasformazioni avvenute tra il 1754 e il 1783, e di un ulteriore restauro dopo il terremoto del 1887. Presenta una pianta a croce latina e interessanti opere, tra cui l’Assunta del pittore secentesco Bernardo Strozzi, un’acquasantiera in marmo del 1561, la preziosa statuetta dell’Ecce homo, in legno policromo, del celebre scultore ligure Antonio Maragliano (1664-1739) e un’opera di Benedetto Musso, pittore locale che si distingue nell’arte ligure dell’Ottocento per il suo particolare lirismo. Illuminata, di notte, sembra far la guardia al borgo.

Alassio

La leggenda vuole che il toponimo Alassio derivi dal nome di Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo; la coppia si sarebbe stabilita sulle colline di Alaxio - l’odierna Alassio – dando origine alla stirpe degli Aleramici. Nello stemma comunale è raffigurata la figura di una torre con Adelasia sugli spalti

Il Muretto

E’ un rustico muretto, situato all’altezza del municipio della città, caratterizzato dall’applicazione di piastrelle irregolari, vivaci e di diverso colore su cui sono posti gli autografi di personaggi illustri del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo che hanno visitato la città, Hemingway, Coppi, Bartali, la nazionale di calcio che vinse i mondiali nel 1982, etc.

A ricordare inoltre che Alassio è anche la città degli innamorati c’è il Muretto con la celebre opera “Les amoureaux” di Raymond Peynet, la statua in bronzo degli “Innamorati” di Eros Pellini, le Cicogne di acciaio di Mastroianni e la cassetta della posta del concorso La più bella lettera d’amore che per il 14 febbraio, San Valentino, si riempie di lettere e di poesie d’amore provenienti da tutta l’Europa.

Albenga

Il nome attuale arriva dal latino Albíngaunum che è identico a Album Ingaunum, cioè città capoluogo + genitivo plurale ligure in -um. L’etnonimo Ingauni è formato da ing, di origine indoeuropea, e auno, comune alla zona gallo-ligure. Quanto ad Album deriverebbe da alb/alp un’antica radice preindoeuropea (roccia, altura), spesso assocciata erroneamente all “album” latino che significa bianco o chiaro.

La città, di origini romane, un tempo era posizionata sul mare mentre oggi è distante alcune centinaia di metri dalla linea di costa per lo spostamento dell’alveo del fiume Centa, avvenuto nel XIII secolo, che ha portato all’insabbiatura dei resti romani. E’ dominata da 12 torri del sec. XII e XVI. Nel centro  storico, di epoca romana e medioevale, se ne possono ammirare 3 insieme alla Cattedrale, romanica (XI-XIV sec.).Il campanile è del 1390, l’interno è romanico-gotico con volta barocca affrescata alla fine dell’800.

Il museo Ingauno è nel Palazzo Vecchio del Comune e contiene lapidi, sculture ed oggetti di scavo medioevale. Il Battistero (V sec.) è il principale monumento paleocristiano della Liguria: conserva resti della fonte battesimale ad immersione e mosaici del V-VI sec.

Nel Museo Navale (palazzo Peloso Cepolla) sono raccolti i resti ed il carico di anfore vinarie di una nave romana del I sec. a.C. affondata a 2 miglia dalla costa e recuperata nel 1950.
Piacevoli borghi medioevali da visitare nell’entroterra sono, Zuccarello e Castelvecchio di Roccabarbena.

Le grotte di Toirano
Lunghe 1600 m., si trovano nell’entroterra fra Borghetto e Loano,fra corridoi stretti ed ampi spiazzi ricchi di stalattiti, stalagmiti, incisioni rupestri si possono notare impronte dell’uomo di Neanderthal ed un vasto cimitero di orsi delle caverne. Fra tutte la più interessante è la grotta della Basura, lunga 150 m.